MODA UOMO: I PANTALONI, COME INDOSSARLI



I tempi cambiano, si sa, è il concetto di eleganza si evolve nel tempo ed è sempre più difficile stabilire cosa è e cosa non è elegante, oggi vi parlerò di proporzioni ed in particolare di pantaloni.
Come dicevo codificare l'eleganza non è poi così facile, ritengo però che questa sia essenzialmente equilibrio, un equilibrio ottenuto da un insieme di dettagli e proporzioni che fanno la differenza, ma quali saranno queste proporzioni che fanno l’uomo elegante? Per quanto questo sia un argomento opinabile e quindi molto dibattuto è innegabile riconoscere l'esistenza di regole, di  lunghezze e di canoni  che bisogna almeno conoscere, anche se non si desidera seguire. 
Prima regola, l’orlo dei pantaloni deve arrivare a toccare il tacco della scarpa, negli ultimo tempi però i  più giovani, scelgono lunghezze che sfiorano il collo del piede sul davanti, senza appoggiarvisi, se scegliete quindi questa ultima opzione è bene optare per una piega che dietro è più lunga di mezzo centimetro rispetto al davanti questo eviterà l’effetto "acqua alta a Venezia"
La larghezza di fondo e gamba, inoltre, dipende ovviamente dalla statura della persona e anche qui dobbiamo trovare il giusto equilibrio, non dev’essere infatti né così larga da coprire mezza scarpa né troppo stretta al punto da non permettere il movimento. 
Da evitare categoricamente poi aderenze troppo esagerate che bloccheranno i pantaloni sui polpacci, così facendo infatti correremo il rischio di ritrovarci i pantaloni a metà gamba scoprendo troppo il calzino quando ad esempio ci alziamo da una sedia.
In caso di pinces, invece, bisogna osservare regole diverse specie in termini di larghezza se prima cercavamo il giusto equilibrio qui dovremmo un po' eccedere con la taglia, il pantalone dovrà presentare, in tal caso morbidezza e fluidità all’altezza del bacino, affinché le pinces non si aprano.
In tema di pinces, poi voglio ricordarvi che è opportuno scegliere pantaloni con una sola di queste in caso di spezzato o tessuti pesanti e due per l’abito o tessuti leggeri.
Infine trattiamo il dettaglio del risvolto che è sicuramente più informale e sbarazzino rispetto all'orlo liscio che comunque è d'obbligo in abiti da cerimonia e negli smoking, mai infatti presentarsi ad una cerimonia come ad  un matrimonio con il risvolto.
L’etichetta lo impone generalmente di 4 o di 5 centimetri, bisogna però proporzionarlo alla statura se si sotto il metro e 70 è meglio tenerlo intorno ai 3 cm se si supera questa misura tenderebbe inevitabilmente ad accorciare la figura viceversa gli uomini di grande statura possono anche permettersi un risvolto di 6 cm.


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